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BrandCoaching'Journal Our presentation
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  • 1. passione ideazione talenti ˝ vita benessere connessioni persone immagini storie trasformazione .1
  • 2. INDICE Che cos’è? Perché BrandCoaching Armonia Armonia: il tutto è più della somma delle singole parti Bisogno come connettore Bisogno: ascolto del vero bisogno per soluzioni vere Brand come voglia di esserci Origini del Coaching Dialogo Empatia 1 .1 pagina 2 3 4 5 11 13 14 17 19 22
  • 3. Che cos’è? BrandCoaching.Journal vuole essere una raccolta di riflessioni sui processi di Branding e di Coaching per dare al lettore spunti di riflessione, crescita, approfondimento e strumenti per lavorare sul proprio sviluppo di Business e sulla propria immagine. Vuole essere anche una piattaforma di lancio per quei professionisti, prodotti o aziende che hanno collaborato con noi e stanno trovando nuove strade ed opportunità. BrandCoaching.Agency (anche detta BC.A) è laboratorio di sviluppo e creatività, è continua ricerca per trovare nuovi sbocchi, nuove soluzioni e nuove idee. Cosa, più di una rivista, può permettere di raccogliere tutti gli stimoli e le novità e creare comunicazione e scambio? Come connettore di persone e di idee BC.A ha ideato questo Journal che vuole essere divulgatore dei nostri contenuti ma anche di chi volesse contribuire a parlare di Brand e di tutti quei passaggi complessi e fondamentali che portano un prodotto ad essere riconoscibile e memorabile. 2
  • 4. Perché BrandCoaching Il Metodo BrandCoaching nasce dall’unione di competenze distinte che si sono intrecciate per creare un nuovo modello di Branding. Fare Branding è una definizione che contiene molte competenze, risorse e significati che si manifestano con un Marchio, con le azioni del relativo marketing e le interazioni tra il Marchio ed il Mercato. Il Coaching è un metodo che fa emergere, coltiva e supporta quei talenti, quelle potenzialità latenti o parzialmente inespressi per lo sviluppo della Persona, del Business, delle Organizzazioni e di molti altri ambiti specifici. Le nostre rispettive competenze, avvicinatesi in un percorso formativo di coaching, si sono mano a mano allineate in un intento comune che è di sviluppare talenti, significati ed esempi di vita e di business che possano migliorare la qualità di vita delle persone facendo emergere l’autenticità e la completezza dell’essere umano nel suo progetto di vita. Siamo all’inizio di un viaggio, abbiamo accettato la sfida e siamo fiduciose per il dono che abbiamo da poter condividere. Donatella Metelli 3
  • 5. Spesso ci sentiamo fuori tempo, come se il tempo ci sfuggisse. Siamo bombardati da una serie di mail, di messaggi, di WhatsApp, di notifiche e tanto altro che ci richiede tempo per vagliare ogni cosa. Così anche nel business ci si trova a rincorrere tutto quello che accade, le nuove richieste, la concorrenza e l’innovazione veloce. Tutto questo ci porta a dedicare sempre più tempo ad una conoscenza generica e ci sottrae tempo a quello che è veramente importante per noi. Qualcuno pensa che fare branding stia proprio in questa continua rincorsa per non essere meno di tanti, tanti messaggi insistenti. Una cosa che non si considera è che ognuno di noi, ha il suo tempo, la sua vita. Ognuno è disposto a dedicare tempo a qualcosa che ritiene veramente utile e di valore per la propria vita, e soprattutto non vuole più tante distrazioni provenienti da messaggi inutili. Oggi fare branding significa esprimere armonia attraverso il significato utile del proprio messaggio e la semplicità del suo utilizzo per chi lo riceve. Armonia nel fare branding è creare l’attimo giusto in ogni interazione con il cliente facendone vivere l’utilità e il beneficio L’Armonia nel Branding accompagna il Cliente a vivere il suo Tempo e questo ha un valore incalcolabile perché é Vita! Donatella Metelli 4 Armonia: movimento per vivere il tempo Armonia
  • 6. Sottili equilibri di forme, colori, suoni, profumi, gusti possono dare al nostro animo un profondo senso di benessere, tranquillità e felicità. Noi siamo i nostri sensi. Siamo ciò che vediamo e ciò che sentiamo, ciò che udiamo, ciò che tocchiamo, ciò che odoriamo, ciò che gustiamo. Siamo le sensazioni che i nostri sensi ci comunicano. In realtà siamo anche un qualcosa di molto più sottile che va oltre i nostri sensi. Un particolare percetto, determina una serie di connessioni neurali che suscitano sensazioni ed emozioni profonde dentro di noi. Se il nostro percetto si lega ad un’emozione positiva, ad esempio un tramonto vissuto in serenità con il nostro primo amore, per noi il tramonto sarà pura armonia. Se invece in una giornata di pioggia, la persona che amavamo ci ha comunicato la fine della nostra storia, ci sentiremo probabilmente tristi e malinconici ogni volta che piove. Quindi se parliamo di armonia, data da sottili equilibri creati dai segnali che ci arrivano, parliamo di qualcosa di molto personale, intimo, di molto profondo. Credo che l’armonia dovrebbe sempre essere alla base della comunicazione, per suscitare sentimenti e sensazioni di benessere, per avvolgere, accogliere. Parlando di comunicazione del nostro messaggio, o del messaggio di altri, attraverso un logo, un post, una frase, una mail, una pubblicità, un volantino, una brochure, un video, un audio, ecc., l’Armonia è proprio quell’ingrediente essenziale che dovrebbe sorreggere ogni nostro mezzo di espressione. 5 Armonia: il tutto è più della somma delle singole parti Armonia
  • 7. Un’Armonia che si basa su secoli di studi, storia e arte. Prendiamo in considerazione per esempio i caratteri tipografici, dove ogni lettera esprimeva, ed esprime, un’armonia di forme con connessioni delicate tra aste e pance e grazie, cioè tra linee e curve. Da Gutenberg a Manunzio, fino a Garamond e Bodoni, maestria di grazia e armonia, qualcosa che dura nei secoli e che rimane la base della comunicazione dei nostri giorni. Pensate a un carattere come l’Helvetica (creato nel 1957) che nella sua semplicità mantiene un’eleganza, un equilibrio, una leggibilità e una modernità che vanno oltre i secoli. Proprio perché ogni lettera è stata disegnata curando ogni minimo particolare, smussando e aggiungendo anche decimi di millimetri fino a creare l’armonia, come combinazioni di neri e di bianchi per il nostro occhio, per il nostro cervello. Una percezioni di bianchi e di neri, di vuoti che diventano pieni e di pieni che diventano cornice dei vuoti. 6 Armonia
  • 8. Così come la Gestalt, quella corrente definita Psicologia della Forma, che è il punto di partenza del Design e dell’architettura moderna. Il tutto è più della somma delle singole parti Capite cosa c’è dietro una singola forma? Una totalità data da unione e connessione di singoli percetti, da un qualcosa che tuttavia va oltre i singoli elementi. Come una melodia che percepiamo nella sua totalità che non esisterebbe senza le singole note. Ogni nostra esperienza percettiva va oltre i singoli elementi e ognuno di noi ha la capacità di rendere un percetto unico e speciale. Un semplice foglio bianco è in realtà determinato da forze di campo ed è quindi un armonioso muoversi di energie e non un semplice spazio vuoto. 7 Armonia
  • 9. 8 Anche la sezione aurea detta anche proporzione divina è studio di Armonia. Essa determina un rapporto di equilibrio tra il tutto e la parte tra la parte più grande e la parte più piccola che si ripete attraverso infinite suddivisioni. È diventata nel tempo ideale di bellezza e, appunto, di Armonia per filosofi e artistiche l’hanno utilizzata come proporzione nelle loro opere artistiche. Armonia
  • 10. 9 Anche i fogli che usiamo quotidianamente, che conosciamo tutti come A4, si basano su studi per definire proporzioni armoniche. Rientrano in standard internazionali, come il formato ISO che parte dall’A0. Il vantaggio di questo sistema è che un foglio piegato in due, determina la grandezza del formato successivo mantenendo lo stesso rapporto. Questi sono solo degli esempi e che oggi potrebbero sembrare inutili mentre invece è proprio questa base così forte di proporzioni e di armonia che si muove quasi a nostra insaputa dentro e fuori di noi che ci permette, praticamente a tutte le persone, di esprimere la creatività a 360°. Armonia
  • 11. 10 Molti di questi aspetti fanno parte del nostro percepito e sono dati per scontati eppure sostengono ancora gran parte del nostro modo di comunicare. Ed è per questo che le regole si possono anche infrangere in base alle necessità, al pubblico, alle situazioni. Ma anche a livelli, diciamo, più complessi o più spinti, si possono trovare equilibri evitando di andare oltre quel muro che porta al perdersi del nostro animo. Insomma ogni giorno dovremmo trovare Armonia dentro e fuori di noi, che ci fa pensare positivo, che ci permette di ritornare verso il nostro centro più profondo e di ritrovare il nostro naturale equilibrio. Cos’è per te Armonia e dove la ritrovi? È importante per te viverla e ritrovarla? Per BrandCoaching.Agency ricevere le vostre risposte, i vostri commenti, anche con esempi di immagini e di frasi, sarà una vera Armonia! Monica Canu Armonia
  • 12. Non ricordo dove e quando ho cominciato a sintonizzarmi sui bisogni degli altri. Un po’ per lavoro, un po’ per indole, un po’ per scelte di vita? Un esercizio costante che spesso mi ha destabilizzato in quanto perdevo completamente di vista i miei bisogni, tuttavia è una destabilizzazione che non mi dispiace e che ora utilizzo con una maggiore consapevolezza. Poter individuare da uno sguardo o da una parola, o dal tono con cui è pronunciata, un bisogno, può essere molto utile in questa nuova avventura che ho intrapreso con Donatella Metelli, con la BrandCoaching.Agency. Il bisogno è proprio alla base, è il connettore sia nel branding che nel coaching. È come un richiamo che a volte si disperde, in quanto non inviato con forza sufficiente o perché si pensa di non avere il diritto di rivelare ciò che necessitiamo. Eppure ognuno di noi vive una vita di bisogni. Potremmo identificarli nella piramide di Maslow, studio assai datato, che tuttavia dà un’ottima chiave di lettura di dove siamo o dove si trova il nostro interlocutore. Una scala che parte dai bisogni fisiologici di sopravvivenza fino a quelli di auto-realizzazione, passando dal bisogno di sicurezza, di appartenenza e riconoscimento. Crea quindi una classificazione dei bisogni, rispecchiando l’evoluzione degli esseri umani. Se sono impegnato a ricercare il cibo per sopravvivere non mi interesserà essere sicuro. Se ho cibo in quantità e mi sento sicuro nella mia casa, potrò rendermi conto di vivere in una società e di avere la necessità di appartenervi e di richiedere amore. Quando poi tutto questo diventa scontato, e garantito, vorrò essere riconosciuto a livello sociale. Su tutto questo potrà allora basarsi il mio bisogno di realizzarmi, di poter fare quello che mi soddisfa, per il quale mi sono impegnato e che mi permette di posizionarmi dove desidero nel mondo del lavoro e nella società. Siamo in un momento storico dove, se teniamo buona la classificazione di Maslow come punto di riferimento e analisi, dovremmo muoverci praticamente tutti sulla punta della piramide. In realtà i cambiamenti che abbiamo vissuto, in particolare negli ultimi 10 anni, definiti come fase di crisi, hanno destabilizzato gran parte della società. Questo passaggio si basava su un boom economico che ci ha fatto credere che tutto era possibile, che ha alzato il livello dei nostri desideri, delle nostre comodità e il nostro bisogno, forse non considerato da Maslow, di possedere. L’ambizione di arrivare ad una particolare posizione o di avere una determinata auto o casa si è scontrata con una realtà molto diversa da quella pervenuta. Una realtà dove il lavoro non era così facile e scontato mantenere. Uno scontro talmente forte che ha causato stati di depressione e situazioni che hanno riportato molte persone al livello di sopravvivenza. Ti starai chiedendo cosa centra tutto questo con i bisogni, con il brand, con il coaching. Centra in quanto la società è cambiata e dobbiamo quindi relazionarci con necessità diverse e principalmente con opportunità diverse. Ed è in queste opportunità che si deve porre la nostra speranza, sbloccando le paure dell’incertezza e del cambiamento. È cambiato il sistema di lavoro e sono cambiati anche i mezzi di lavoro. E sono proprio i mezzi che possono aprire nuove strade. Il nostro nuovo bisogno dovrebbe proprio essere la ricerca dell’opportunità! 11 Bisogno A parole sembra facile e in realtà non è per niente facile trovare l’opportunità se non guardiamo con occhi nuovi, se non dimentichiamo i vecchi bisogni. Se il cellulare fino qualche anno fa era uno strumento di gioco oppure un simbolo per sentirsi realizzati, adesso deve diventare strumento di lavoro. Se il vicino era la persona con cui litigare per le briciole cadute dal balcone, adesso deve diventare una fonte che mi permetta di individuare nuovi bisogni o che dia uno spunto su come aiutare le persone a non litigare per le briciole. Le persone che in questo momento si stanno reinventando, lo stanno facendo proprio guardando ai nuovi bisogni e offrendo nuove soluzioni. E qui torniamo al titolo di questo articolo, oggi più che mai i bisogni sono dei connettori tra ciò che offri e i tuoi interlocutori. E lo sono proprio perché siamo negli ultimi gradini della piramide di Maslow e quindi molte persone non stanno solo pensando, ad esempio, a recuperare qualcosa da mangiare ma stanno cercando come mangiare meglio per vivere con più energia, per mantenere la forma fisica, per combattere un’allergia o un disturbo alimentare. Bisogno come connettore
  • 13. 12 Bisogno Quindi da una necessità se ne aprono tantissime. Ed è proprio qui che si trova l’opportunità. Non è più necessario creare dei bisogni per poter vendere, basta ascoltarli e capire quale può essere il nostro contributo. BrandCoaching.Agency ha sentito questo bisogno, di persone e aziende che hanno l’urgente necessità di trovare nuove strade di lavoro, di rispondere a nuove esigenze, di muoversi velocemente in un mondo che cambia di giorno in giorno. Abbiamo capito che avere gli strumenti spesso non basta ed è invece necessario avere una guida, avere qualcuno che aiuti a vedere le opportunità e che evidenzi le capacità e le potenzialità. Diventare consapevoli delle proprie possibilità e individuare la strada, permette di riconnettersi a quell’entusiasmo e quell’energia che può far muovere le montagne! E se parliamo di Brand scopriamo che proprio tutto questo sta dietro a questa piccola parola che deriva dal termine marchiare. La marchiatura come un tatuaggio rimane a vita. E la forza del Brand raccoglie tutto questo: ascoltare i bisogni delle persone, accompagnarle e proporre quelle soluzioni che determinino la trasformazione verso il benessere desiderato. Non lasciamo bisogni inascoltati, creiamo invece quelle connessioni necessarie che rispondano loro con nuove opportunità. Monica Canu
  • 14. Conosciamo bene il significato di bisogno. Ogni giorno viviamo l’esperienza del bisogno di mangiare, di bere, di dormire e, prima di qualsiasi altro, di respirare! Senza il Bisogno non ci sarebbe vita. Quando un neonato reclama l’attenzione per il suo bisogno, insiste con il pianto e, l’intensità, l’acutezza e il volume sono i vari segnali dei suoi bisogni. La mamma interpreta il pianto del neonato e arriva a comprendere di cosa veramente abbia necessità. All’inizio va per tentativi, poi, mano a mano, sa sempre meglio riconoscere il tipo di pianto per ogni bisogno, quindi prende sempre più dimestichezza nel fare quanto necessario. Accade anche che il neonato inizi a piangere per bisogni diversi da quelli fisiologici, ecco che la mamma, come una sensitiva, ormai esperta delle diverse melodie di pianto, si prodiga nel trovare le possibili soluzioni: un pò di coccole, un pò di cambi di posizione, un pò di gioco e tanto altro. Proprio quando il pianto non è più placabile, si interpella il pediatra o qualche altro specialista, per scongiurare complicazioni per la salute del piccolo. Diventiamo grandi ben conoscendo i nostri bisogni, poi, come accade nella routine della quotidianità, un po’ ce ne dimentichiamo. 13 Facciamo così tanto in modo automatico o semi-automatico per i nostri bisogni, che non ne siamo più consapevoli. Rischiamo così di non comprendere i nostri veri bisogni e di sbagliare andando a tacitare i segnali di insoddisfazione, di tristezza o di malumore con soluzioni non vere. Per comprendere il vero bisogno, occorre saperlo individuare, quindi ascoltare. L’ascolto in un ambiente rumoroso non può aiutarci. Prendiamoci uno spazio più silenzioso, abbassiamo il volume di tante proposte inutili, scegliamo cosa ci fa bene selezionando quello che ci arriva dai media e dalle interazioni che abbiamo. L’ascolto vero è lo strumento che individua i veri bisogni e questo non lo possiamo trovare fuori da noi, se non lo abbiamo prima dentro. Individuando il vero bisogno, come la mamma che inizialmente va per tentativi, potremo scegliere le soluzioni vere, quindi quello che veramente ci fa bene. Iniziamo ascoltando quello che veramente vogliamo per il bene già nelle piccole cose, nelle piccole attenzioni. BrandCoaching connette le idee e le persone grazie all’ascolto delle autenticità e questo fa bene alle persone e al business! Donatella Metelli Bisogno ascolto del vero bisogno per soluzioni vere Bisogno
  • 15. 14 Mi chiedevo come comunicare il concetto di Brand in poche parole, quale tagline potesse essere più adatta. Cosa ne pensate di: “Voglia di esserci”? Voglia determina il desiderio, l’intenzione, esprime la ferma volontà, esprime il fine a cui si tende e l’essere disposti a fare. Quindi è qualcosa che porta in sé la determinazione verso qualcosa, la tendenza al movimento. Esserci esprime vita, presenza, essenza, vitalità, esistere, dà la sensazione del tronco che fortemente radicato nelle sue radici dona vita ai frutti dei suoi rami. Esserci è crescita, è manifestarsi, è unicità. Una persona, un prodotto e un’azienda è Brand proprio quando esprime il voler essere presente nella vita delle persone, anzi quando è oltre il volere e definitivamente nell’essere presente nella vita delle persone. “Voglia di esserci” diventa anche l’energia che il Brand suscita nella vita delle persone, che a loro volta riscoprono il loro desiderio di esistere. Può essere un formatore che ti fa scoprire nuove opportunità per la vita e il lavoro, può essere un aperitivo che suscita la voglia di stare con gli amici, può essere una crema che ti fa sentire più giovane, ecc. Brand
  • 16. Esistono poi i Brand naturali. Ultimamente ho rivissuto la Sardegna, terra che ho nel mio cuore per le mie origini e per le emozioni che ha sempre suscitato in me. Ho vissuto il mare trasparente e turchino delle calette, in una stagione tranquilla dove le spiagge sono quasi deserte; si sente solo il rumore del vento e delle onde che delicate si infrangono sulla spiaggia o più potenti agitate dal maestrale. Colori, profumi di terra aspra e calda. Dove il tempo sembra prendere il ritmo delle onde e del vento. Alla scoperta della Costa Smeralda ho potuto tuffare lo sguardo nei turchesi, nei blu che si alternavano come le pennellate di un pittore, sotto un cielo dove le nuvole corrono veloci spezzando il suo caldo azzurro. Tale bellezza suscita emozioni profonde a volte di incredulità, a volte di quiete, a volte nel sentirsi parte della natura. E poi le strade delicatamente tortuose, che si snodano tra la bassa vegetazione mediterranea e ogni tanto offrono viste di calette o di mare che si perde nell’infinito. Per non parlare della notte. Sono tante le radure dove non vi sono luci e nel buio intenso, con il naso all’insù, si può contemplare l’infinità di stelle. 15 E per finire il mio rivisitare quest’isola incredibile, quando alle 4 del mattino mi sono messa in viaggio verso l’aeroporto, già con la nostalg
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